I numeri delle cave in Umbria



Sono 83 le cave attive in Umbria da cui vengono estratti 296.694 mc di inerti l'anno, 77 quelle dismesse. Le entrate dai canoni di concessione per sabbia e ghiaia ammontano a 74.173 euro, l’1,2% del prezzo di vendita che arriva a 5.933.880, con grande soddisfazione economica degli operatori del settore, che sappiamo bene quanto "contano" in Umbria. 

Se l’Umbria applicasse il canone del Regno Unito si troverebbe nelle casse 949.420 euro, tre volte tanto l'esigua somma con cui svende il proprio territorio.

L'Umbria, unica regione in Italia, nel marzo 2015 ha deciso addirittura di abbassare i canoni previsti in precedenza, con la scusa che il comparto edile e quello estrattivo sono in crisi. È stato quindi riportato il contributo ambientale dovuto dalle imprese per le attività estrattive ai livelli del 2007. Una decisione semplicemente anacronistica che segue la moratoria di due anni di cui il comparto delle attività estrattive ha beneficiato per il versamento dei canoni di concessione dovuti per 2014 e 2015.

Altro regalo in favore dei cavatori è la riduzione delle fideiussioni non più in ragione del riambientamento, ma delle escavazioni fatte, facendo venir meno il principio della contestualità tra le due (art. 13, comma 5, della legge r. 2/2000, modificato dall'art. 7, comma 2, della legge r. 29/2014), in modo tale che il riambientamento può essere rinviato a fine lavori senza che la sua esecuzione sia più garantita.

Uniche note positive: l'Umbria è una delle regioni più severe nei casi di coltivazione illegale, abusivismo, inosservanza delle prescrizioni previste con multe che vanno da 30 a 300.000 euro. E' anche una di quelle Regioni che meglio dettaglia le opere di recupero delle aree dismesse. È specificato nella L.R. 2 del 2000 come si devono attuare le azioni di recupero sia durante sia in seguito alla conclusione dei lavori di coltivazione di cava. Lo scopo è quello di riportare l’area a condizioni di naturalità preesistenti e con un assetto finale dei luoghi coerente e compatibile con il contesto paesaggistico e ambientale locale.

 

 

Pubblicato il22 aprile 2017