Il Contado di Porta Eburnea: aspettando un vincolo paesaggistico che non arriva


Il Contado di Porta Eburnea è quel lembo di territorio a sud-ovest di Perugia di 58 kmq, che segue i corsi dei fiumi Caina e Nestore, che formarono in tempi antichissimi il confine ovest del “Corridoio Bizantino”. E' un'area piena di colline e boschi di inusuale bellezza ed ha oltre 50 edifici storici tutelati dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, fra i quali monasteri, castelli, palazzi, borghi medievali, torri antichissime e cappelle affrescate. Molte dimore storiche sono nate oltre 1400 anni fa, ai tempi dell’invasione longobarda. Da fortezze sono state poi trasformate prima in monasteri e poi in borghi.

Dal 2005 questo raro patrimonio paesaggistico, storico e culturale è minacciato da un'espansione edilizia esponenziale quasi incontrollata e incoerente, causata fra l’altro dallo spostamento degli ospedali universitari a San Sisto e dalla forte inclinazione degli enti locali ad avallare queste spinte.

Nel 2010 l'Associazione Per la Salvaguardia e lo Sviluppo del Contado di Porta Eburnea presenta alla Regione Umbria e al Ministero inviarono una richiesta volta a far dichiarare l’area di "notevole interesse pubblico". Gli uffici cominciano a lavorare ma nell’autunno tutto si blocca per il niet del governo regionale.

A quel punto ad intervenire è il Ministero che comincia a predisporre il decreto di tutela, cercando di mediare le osservazioni dei Comuni e della Regione. Il decreto viene emanato il 25 maggio 2015 dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) dichiarando l'area del Contado di Porta Eburnea di notevole interesse pubblico ai sensi del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. n. 42/04).

All'atto ministeriale fa seguito il ricorso di Regione e Comune di Marsciano al TAR, a cui ricorrono a loro volta, ad opponendum contro la Regione Umbria e il Comune di Marsciano, le associazioni Italia Nostra, Legambiente Umbria, Associazione Per la Salvaguardia e lo Sviluppo del Contado di Porta Eburnea, Amici di Morcella e Comitato di S. Biagio.

Nel gennaio del 2017 le associazioni sono nuovamente mobilitate con un ricorso avverso silenzio inadempimento nei confronti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ritenuto inadempiente per aver omesso l’emissione dei provvedimenti previsti dalle norme di tutela adottate.

Nel frattempo si è stretto un accordo tra Regione Umbria e MIBACT per "trattare" la questione del vincolo all'interno del Piano Paesaggistico regionale in corso di definizione.

Ma il problema è che nessuno, nè i tecnici, nè tantomeno la politica, sa indicare tempi certi per la realizzazione del Piano Paesaggistico dell'Umbria, il rischio è che tutto vada alle calende greche e che le prescrizioni vengano annacquate. 

 

Pubblicato il22 aprile 2017