La proposta di Legge di Umbria Terra Sociale approda in Consiglio regionale


Una proposta di legge per favorire l'accesso alla terra e promuovere l'imprenditoria sociale e la filiera corta

Una proposta di legge per affidare terre del demanio inutilizzate o sottoutilizzate a cooperative sociali e piccoli produttori agricoli, mettendo il patrimonio pubblico al servizio di un modello produttivo basato sulla qualità della filiera corta e favorendo l'occupazione ed il reinserimento di soggetti svantaggiati.

L'hanno presentata stamani, a Palazzo Cesaroni, il capogruppo di Rifondazione comunista, Damiano Stufara, e i consiglieri Luca Barberini e Fausto Galanello del Partito democratico, alla presenza di rappresentanti delle associazioni che da tempo convergono sulla tematica del riutilizzo dei terreni incolti di proprietà pubblica tra cui Legambiente, Panta Rei, Slowfood, Ecodem, Itaca-Sistema Umbria natura.

Il percorso di Umbria Terra Sociale è avvenuto con una decina di iniziative pubbliche che hanno attraversato in questi mesi il territorio umbro, "In questi spazi pubblici di progettazione partecipata - hanno detto gli animatori della legge - associazioni, contadini, operatori sociali, precari e studenti hanno costruito una proposta per difendere la terra pubblica e chiedere il suo utilizzo sociale".

Una proposta di legge per utilizzare terre del demanio inutilizzate o sottoutilizzate a fini produttivi e con finalità sociali, consentendo un reinsediamento laddove oggi c'è abbandono, e sviluppando interventi e servizi a sostegno del welfare locale, anche con misure specifiche che favoriscano le cooperative sociali, funzionali alla creazione di posti di lavoro e di servizi di utilità sociale, educativa, riabilitativa, ricreativa e al soddisfacimento dei bisogni di categorie di soggetti deboli ed espulsi dal tessuto produttivo.

La proposta di legge, che adesso inizia il suo iter in Consiglio regionale, è fortemente caratterizzata dalla volontà di recuperare terreni incolti e casolari abbandonati, per dare lavoro in questa congiuntura di grave crisi occupazionale e promuovere un modello agricolo sostenibile, dalla dimensione più contadina ed umana, con finalità sociali e con la promozione della filiera corta, anche "sburocratizzando" la commercializzazione per piccoli quantitativi di prodotti agricoli di qualità.

La proposta di legge prevede di partire da un inventario dell'esistente, denominato "Banco della terra", e si concretizzerà nei bandi attraverso i quali gli enti locali territoriali faranno le necessarie verifiche (nel caso di persone fisiche il criterio di assegnazione sarà l'indicatore Isee) e procederanno agli affidamenti di terreni che comunque resteranno di proprietà pubblica. Il finanziamento di quanto prevede la legge verrà stabilito annualmente con la Legge finanziaria regionale.

"Una istanza che viene dal basso – ha detto Stufara – e che viene recepita dai decisori politici perché in questo momento c'è urgenza di misure in aiuto dell'occupazione e del welfare, messo alle strette dalle politiche nazionali. Questo è un progetto di legge a sostegno di una imprenditoria agricola completamente diversa da quella che sfrutta i latifondi e che permette l'inserimento di soggetti svantaggiati, per dare così una risposta a migliaia di umbri. Sottolineo che per la prima volta in questa legislatura vede uniti negli stessi scopi il Partito della Rifondazione comunista e il Partito democratico".

"Dobbiamo ulteriormente approfondire la proposta – ha detto Galanello – affinché la legge tenga conto di quanto è stato già intrapreso su questo percorso, aiutando chi già lavora in agricoltura sostenibile e prodotti di filiera corta di qualità e si trova in difficoltà. Auspico che ci sia sempre maggiore partecipazione adesso che inizia l'iter istituzionale in Commissione e che si possa essere il più possibile veloci nel concretizzare una legge che può dare risposte occupazionali importanti e recuperare il patrimonio esistente".

Anche Barberini ha sottolineato l'urgenza del provvedimento, nella prospettiva di intercettare i fondi comunitari previsti per il periodo 2014-2020, per cui "l'obiettivo è quello di giungere all'approvazione da parte dell'Assemblea legislativa dell'Umbria entro l'anno. In un momento di grande difficoltà economica – ha concluso – non possiamo permetterci che ci siano ancora risorse improduttive".

Durante l'iniziativa sono anche intervenuti esponenti delle occupazioni del Monte Peglia e del comitato Caicocci Terra Sociale che ha indetto per domenica 13 ottobre una manifestazione per chiedere la custodia sociale del terreno e lo stop alla svendita del complesso, una tenura regionale ora in abbandono di circa duecento ettari con casolari e strutture sportive. 

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Pubblicato il07 ottobre 2013