La rete nazionale STOP Orte Mestre scrive al Presidente del Consiglio e ai Gruppi parlamentari: il progetto non va approvato.


Anche Legambiente Umbria partecipa all'iniziativa promosso dalla RETE NAZIONALE STOP ORTE-MESTRE.


Al Presidente del Consiglio e ai Ministri che compongono il Cipe,
per conoscenza ai Membri dei Gruppi Parlamentari

All'ordine del giorno della seduta del Cipe prevista per il 18 marzo 2013, a quanto risulta da indiscrezioni pubblicate sui media, sarà in discussione l'approvazione del progetto preliminare del nuovo corridoio autostradale Orte-Mestre.
In seguito alle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013, il Governo, in carica solo per svolgere l' attività ordinaria, sarebbe intenzionato ad assumersi una rilevante responsabilità politico-istituzionale.

Infatti, l'approvazione del progetto preliminare dell'autostrada Orte-Mestre, l'opera autostradale più imponente, per costi ed impatti, tra quelle previste nel primo programma delle infrastrutture strategiche, non può in alcun modo essere considerata come fatto di ordinaria amministrazione o essere annoverata tra gli atti di particolare urgenza.
L'approvazione di tale progetto costituisce scelta politica fondamentale per il futuro del paese. Tale scelta spetta dunque al governo che la nuova legislatura esprimerà.

Ricordiamo dieci buoni motivi per non approvare il progetto preliminare della nuova autostrada Orte-Mestre:

1. l'opera ha un valore di 10 miliardi di euro e non è economicamente sostenibile: si conta infatti di reperire le risorse necessarie attraverso strumenti di defiscalizzazione e di sostegno al project finacing; che rischiano di essere estremamente pericolosi per i conti pubblici in quanto vengono in soccorso di piani economico finanziari non positivi che generano debiti. prova ne è il fatto che il ministero dell'economia ha sollevato di recente numerose obiezioni rispetto alla redditività e quindi alla fattibilità dell'opera in questione.

2. provocherebbe, se realizzata gravi danni ambientali ai danni di importantissime zone di interesse paesistico, naturalistico e ambientale, tutelate da norme nazionali, internazionali e comunitarie quali il Delta del Po, le Valli di Comacchio e Mezzano, le propaggini meridionali della Laguna di Venezia, la Riviera del Brenta, il Parco delle Foresti Casentinesi, le Valli dell'Appennino Centrale tra cui la Valle del Tevere;

3. comporta un elevato consumo di suolo, per la maggior parte libero da edificazioni;

4. favorisce la cementificazione delle aree libere attraversate o adiacenti alle infrastrutture d'accesso, connesse e complementari;

5. determina un sensibile aumento dell'inquinamento atmosferico e acustico, accentua il rischio idrogeologico soprattutto nelle aree più fragili;

6. privilegia, in contrasto con i consolidati indirizzi comunitari in materia di trasporti, ancora una volta il trasporto su gomma a scapito di quelli ferroviario e marittimo, più sostenibili;

7. presenta un calcolo costi-benefici negativo perché i flussi di traffico attuali e futuri che interessano la SS 309 romea e la E45 non giustificano in alcun modo la costruzione di un'altra autostrada che sarebbe inutile perché costituirebbe di fatto un doppione della A1 e della A14/A13;

8. costituisce un enorme spreco di denaro pubblico che potrebbe essere meglio impiegato per la manutenzione del territorio e per realizzare, in funzione anticongiunturale, quelle piccole e medie opere pubbliche che la stessa ANCE crede siano prioritarie per il rilancio del paese;

9. ha tempi lunghi di realizzazione (si stima 10-15 anni) e distoglie risorse per la necessaria e urgente messa in sicurezza di SS 309 e E45;

10. favorisce ancora una volta la corporazione ipergarantista dei concessionari autostradali e gli appetiti edili speculativi che accompagnano questo tipo di operazioni.

per tutte queste ragioni CHIEDIAMO di sospendere qualsiasi decisione relativa ad una scelta di tale portata e di rimettere ogni provvedimento al prossimo esecutivo, che avrà la fiducia del nuovo parlamento appena insediato. 

Perugia, 16 marzo 2013

Legambiente Umbria


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Pubblicato il16 marzo 2013