L'affare IKEA


Ormai da qualche anno si rincorrono le voci dell'insediamento, in un'area del comune di Perugia del megastore IKEA. Secondo le notizie riportate dalla stampa il progetto prevede la costruzione di due ettari di superficie commerciale distribuita su 4 edifici (a torre) da due piani ciascuno alti 13 metri e collegati tra loro. Per tutto l'insediamento occorreranno trenta ettari destinati ad accogliere, oltre allo spazio commerciale vero e proprio, i magazzini, un centro direzionale, la viabilità interna, i parcheggi sia esterni che sotterranei, le aree verdi secondo gli standard urbanistici, un ristorante con 550 posti a sedere e due bar.

Un insediamento imponente in un'area definita dal vigente PRG "di particolare interesse agricolo" perché la vocazione di quella zona è esattamente quella agricola. L'inserimento di questo cambiamento funzionale in quella zona farà sì che anche sulle aree circostanti con destinazione agricola si creeranno aspettative di edificabilità. Con il risultato che quel pezzo di paesaggio, tipicamente umbro, verrà snaturato dal punto di vista formale e caricato di fattori artificiali altamente inquinanti e penalizzanti per la qualità della vita.

Possiamo immaginare che cosa significherà avere quel polo d'attrazione commerciale, che si prefigge di attirare 2 milioni di consumatori l'anno, in termini di traffico privato, inquinamento atmosferico, inquinamento acustico.

Nessuno ci ha spiegato però la ragione per cui si preferisce cambiare la destinazione di un'area agricola anziché valutare la possibilità di realizzare il metastorie in un'area già destinata dal PRG ad accogliere questa tipologia di insediamento. Le nostre richieste di fornirci uno studio che dimostrasse l'impossibilità di localizzare altrove l'intervento sono rimaste senza risposta.

Il che porterebbe a pensare che lo studio non è stato mai fatto e che si è scelto questo percorso per speculare anche sull'aumento di valore dei terreni che da agricoli diventano edificabili. Ci auguriamo che l'inchiesta aperta dalla Forestale e dalla Finanza su questo aspetto, faccia luce su eventuali responsabilità dei due soggetti attualmente indagati.

Visto come stanno andando i fatti le nostre domande aumentano. Per esempio a che serve il PRG se ogni minima o massima richiesta di modifica viene accolta pur di raccogliere gli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione? La programmazione e pianificazione del territorio sono altra cosa.

Non parliamo poi del consumo di suolo, sempre più bene comune da tutelare e difendere da attacchi di questo tipo, soprattutto se nelle zone industriali o artigianali esistenti ci sono molti capannoni rimasti inutilizzati. Ci chiediamo allora se l'amministrazione comunale abbia valutato e abbia a cuore questi aspetti prima di precipitarsi a convocare la conferenza dei servizi per abbreviare il più possibile i tempi della burocrazia bypassando completamente la valutazione d'impatto ambientale. Secondo noi utile, necessaria e doverosa.

A cura del Circolo Legambiente Perugia 

Pubblicato il21 novembre 2011