Legambiente Umbria: diserbante, mettiamolo al bando!


"Chiediamo la messa al bando del diserbante per combattere lo sviluppo di vegetazione erbacea nelle aree pubbliche – si legge nella nota di Legambiente Umbria – Ribadiamo a Provincie e Comuni che non è giustificabile l'uso dei diserbanti per motivi economici in sostituzione di pratiche più sicure e meno dannose per l'ambiente, per gli ecosistemi ed anche per la salute degli operatori".

La presa di posizione dell'associazione ambientalista nasce dal fatto che con l'avvio della primavera si può osservare che la vegetazione dei bordi delle strade della nostra regione assumono una caratteristica colorazione arancione. Provincie di Perugia e Terni infatti irrorano diserbante lungo le strade provinciali. Lo stesso fanno i Comuni in quelle di loro competenza, ma anche nelle aree pubbliche cittadine e l'Anas in quelle di loro competenza. Una pratica che si è sviluppata con queste modalità negli ultimi anni, a detta degli Enti, per far fronte al problema della sicurezza stradale con impegno economico più contenuto visto che i costi del personale stradale sono stati ridotti del 40%.

Il prodotto maggiormente usato è a base di "glyphosate" o glifosato.

L'uso della sostanza è approvato dall'Unione Europea, ed è considerato un erbicida biodegradabile. Diverse ricerche scientifiche si sono interrogate sull'innocuità di tale prodotto, e sono in molti a sostenere che il "glyphosate" sia particolarmente dannoso per l'ambiente, per l'uomo e per gli organismi acquatici: pesci, crostacei e molluschi. Dopo la dispersione la molecola rimane attiva anche diversi mesi, specie sulle superfici inerti come asfalto e cemento, e nonostante venga distribuito a basse concentrazioni, come quelle consigliate nelle schede tecniche.

Il prodotto agisce in circa 20 giorni ed è facilmente riconoscibile per il caratteristico colore arancione che conferisce alla vegetazione trattata prima del suo totale disseccamento.

L'ultimo rapporto dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) evidenzia che metà delle acque italiane è contaminata, e la maggior parte degli inquinanti delle acque superficiali, è costituito da glifosato e dal suo metabolita AMPA. Di conseguenza non si degrada, ma permane e giunge nelle acque. Tra l'altro il glifosato è inefficace sulle piante nei primi stadi di sviluppo ed, ormai, su oltre 30 specie tolleranti o resistenti.

Proteste verbali e scritte, interpellanze a comuni e province sono state presentate già nel 2010 in Toscana, Sardegna, Umbria, Marche, Lazio, Valle d'Aosta, Sicilia, oltre a svariate richieste all'Anas di spiegare il perché dell'impiego anche in autostrada. Nel Settembre 2012 il consigliere della provincia di Perugia Luca Baldelli ha presentato una mozione contro l'utilizzo del glifosato per il controllo delle erbe spontanee e sono di questi giorni le delibere di alcuni comuni umbri di sospendere l'uso del diserbande, così come continuano le proteste di cittadini e associazioni.

Si legge da un'interrogazione ministeriale di Francesco Ferrante del 2010: "E' bene chiarire che il diserbo dei bordi stradali, rispetto al tradizionale intervento di sfalcio, non presenta nessun vantaggio: l'aspetto dei bordi trattati è oltre ogni modo sgradevole dal punto di vista estetico; non limita in alcun modo il numero degli interventi in quanto non elimina la necessità delle operazioni di sfalcio; arreca danni gravi alla vegetazione e provoca la scomparsa locale di numerose specie; arreca danni diretti ed indiretti alla fauna minore, coleotteri, anfibi, uccelli e mammiferi che si nutrono di insetti; rende obbligatorio l'intervento anche negli anni successivi, in quanto le fasce denudate se non più trattate vengono invase da specie vegetali annuali più vigorose ed aggressive. Si acquistano attrezzature e prodotti chimici inutili, oltreché dannosi e non si investe nel miglioramento delle conoscenze, nell'adeguamento dei mezzi e delle tecniche di manutenzione delle scarpate; si causa una riduzione della complessità e della funzionalità ecosistemica sia dal punto di vista vegetale che animale; tenendo conto peraltro che in molte aree collinari le strade costituiscono gli ultimi centri di conservazione della biodiversità"

"Sono anni che denunciamo l'uso indiscriminato di diserbanti, in Umbria, come nel resto d'Italia – conclude Legambiente Umbria, ma puntualmente ad ogni primavera si ricomincia a farne uso. Ormai sono molte le soluzioni alternative dai costi contenuti, a cominciare dal pirodiserbo un mezzo di controllo fisico delle infestanti che agisce mediante radiazioni termiche generate da bruciatori alimentati a gas". 

Pubblicato il05 maggio 2013