Mal'aria 2013 di Legambiente: il commento del Prof.Lamberto Briziarelli


Seguitiamo a comportarci da grandi inquinatori; anzi peggiorando la situazione come dimostrano i dati sul parco veicolare circolante, sull'uso dei mezzi pubblici, sulla qualità dei mezzi che comperiamo, sulla temperatura all'interno delle nostre abitazioni, sui nostri stili di vita.

Il rapporto di Legambiente, "Mal'aria 2013", ci informa ulteriormente sulla gravità della situazione dell'inquinamento atmosferico anche in Umbria ed a Terni e la sua conca, in particolare, e Legambiente fa giustamente il suo mestiere, indicando quanto sia necessario procedere con maggiore impegno per risolvere il problema dell'inquinamento atmosferico e non solo, stigmatizzando un altro problema, che peraltro nel rapporto dell'Osservatorio Ambiente e Salute della provincia di Terni avevamo già segnalato in precedenza: quello dell'inquinamento acustico.

Riprendendo quanto avevo detto e scritto non molto tempo fa a proposito della denuncia sui tumori a Terni e sulla vicenda delle polveri al quartiere Le Grazie, devo dire che i dati di Legambiente confermano che nella nostra città siamo in presenza di una malattia "curabile" ma "quasi inguaribile", che si evidenzia con la mancata riduzione nella comparsa di nuovi tumori (mentre cala la mortalità), con l'elevato numero di malattie respiratorie, con l'aumento di fenomeni di allergie respiratorie nei bambini, con un maggior numero di ricorsi alle cure mediche ed al ricovero ospedaliero.

Qualcuno in vena di minimizzare potrebbe dire che, in fin dei conti, rispetto alle polveri sottili Terni è solo al 26° posto nella graduatoria negativa dei capoluoghi di provincia (ma con ben 62 superamenti rispetto ai 35 che è il limite previsto dalla legge), che Terni sta sì peggio di Perugia ma per via delle diverse condizioni meteorologiche (maledetta inversione termica!) e che "tutto è sotto controllo". E questa affermazione è proprio vera, in quanto il nostro territorio è da tempo oggetto di analisi e le centraline, a parte qualche difetto di funzionamento, sono sempre in funzione e sappiamo tutto, giorno per giorno.
Basta andare sul sito dell'Arpa e della Provincia.
E' pur vero che la maggior parte dei cittadini non è solita passeggiare nel web.

Ma il controllo non basta se non si agisce; è inutile fare esami del sangue o accertamenti strumentali se poi, fatta la diagnosi, il medico non prescrive la cura adatta e non si assicura che il paziente la esegua.
Ozono, polveri sottili con il loro contenuto di metalli, idrocarburi cancerogeni sono sempre lì ed anzi aumentano come è stato detto molte volte, ripetuto fino ad esserne stanchi.
Avevamo, come Osservatorio, anche preso parte ad un' affollata assemblea in una scuola di Terni, con il Sindaco Di Girolamo, l'Assessore provinciale all'Ambiente Bellini e l'Arpa per sensibilizzare i ragazzi; assemblea nella quale era stato ribadito questo concetto: le cose non miglioreranno se non si interviene.

Sappiamo tutti quali siano gli agenti patogeni della malattia inquinamento atmosferico (ed anche del rumore, spesso aventi le stesse cause): le fabbriche, gli impianti industriali ed artigianali in genere, che producono emissioni aeriformi; gli impianti di riscaldamento, nessuno escluso anche se con diverso apporto; i veicoli a motore, tutti sia pure con diverso peso inquinante, senza riferimento alla stazza.
Che c'è altro da dire? C'è da fare per tutti.

E' colpa di tutti; i ritardi e le inosservanza sono di tutti, certo a diverso gradiente di responsabilità: le amministrazioni, le agenzie di servizi, gli addetti alla vigilanza ed al controllo.
Tentativi ne sono stati fatti molti, spesso contraddittori o controproducenti.
La popolazione si lamenta, protesta, comitati contro questo o quello sorgono sempre più di frequente, rappresentanti dei partiti politici, di tanto in tanto, levano le loro voci, in varie sedi istituzionali e sui giornali. Non si può dire che attorno a questo tema ci sia silenzio o disattenzione. Allora?

Dai dati della seconda relazione dell'Osservatorio che il nostro gruppo di lavoro ha consegnato all'Amministrazione provinciale in vista della seconda Conferenza su ambiente e salute si evidenzia una situazione sostanzialmente identica a tre anni or sono. Del dettaglio di questi dati parleremo al momento della conferenza intanto posso anticipare che a Terni preoccupa l'aumento di alcuni tumori come quelli del polmone, della vescica, del colon retto, i linfomi sia nei maschi che nelle donne; per queste ultime l'aumento delle neoplasie della mammella è senza dubbio da attribuire all'introduzione sistematica della diagnosi precoce.

Tutti questi tumori persistono in quanto sono presenti nell'ambiente i fattori cancerogeni che li determinano: nell'aria che respiriamo, per la strada, nell'automobile, nella nostra stessa abitazione, nel fumo delle sigarette che fumiamo (che respirano anche coloro che non fumano), negli alimenti, nelle radiazioni usate nella diagnostica in medicina ma anche nelle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle condotte elettriche, dai trasmettitori di radiofrequenze, da molti apparecchi elettrodomestici che albergano nelle nostre abitazioni, dagli stessi telefonini che teniamo sempre attaccati all'orecchio.
Per quanto concerne l'aria possiamo concludere che nella nostra città persistono fattori di rischio cancerogeno, identificabili nelle emissioni industriali, nell'inquinamento da traffico auto-motoveicolare e, in inverno, nel riscaldamento, e non dimentichiamolo nel fumo di sigaretta ecc.
Ma la "mal'aria" deve essere anche accusata per l'aumento di altre affezioni dell'albero respiratorio, in particolare le broncopneumopatie croniche, alcune affezioni allergiche, come asma e riniti; fatti riscontrati dai ricoveri ospedalieri.

Ripetiamo ancora una volta quanto detto già da tempo addietro: molto è stato fatto, il sistema di controllo funziona e ci dice esattamente quello che succede; occorre fare di più, sia da parte di chi è preposto istituzionalmente che da parte di tutti noi, di noi cittadini, ai quali si deve chiedere un maggiore senso di responsabilità, in particolare nel buon uso dei sistemi di riscaldamento ma soprattutto per quanto riguarda il traffico ed il fumo di sigaretta.
L'aumento dei tumori del polmone e delle affezioni respiratorie deve essere attribuito se non esclusivamente, quasi, alla quantità di prodotti nocivi in esso presenti nel fumo di sigaretta che colpiscono anche i bambini che convivono con i fumatori.
Voglio ricordare – oltre al fumo indiretto respirato in vicinanza di un fumatore - il cosiddetto "fumo di terza mano": i composti presenti nel fumo non rimangono nell'aria ma si depositano, sulle poltrone, sui divani, sulle diverse superfici non spolverate, sui sedili delle automobili; i bambini che sono soliti strisciare le mani appoggiandosi dovunque e portandole poi alla bocca, raccolgono queste sostanze e le inalano.
Diversi studi hanno dimostrato che, specie sulle spalliere di divani e poltrone, sedie imbottite, sedili delle auto, queste sostanze emesse con il fumo permangono abbastanza a lungo.

Per il traffico tutti sanno cosa si dovrebbe fare ma non lo fanno.
E' inutile promuovere comitati e moti di protesta se noi stessi, tutti noi, seguitiamo a comportarci da grandi inquinatori; anzi peggiorando la situazione come dimostrano i dati sul parco veicolare circolante, sull'uso dei mezzi pubblici, sulla qualità dei mezzi che comperiamo, sulla temperatura all'interno delle nostre abitazioni.
Forse, per metter l'anima in pace, si potrebbe anche stabilire di spegnere le centraline, che tanto seguitano a dirci sempre le stesse cose e a rimarcare le nostre responsabilità !?!

Prof.Lamberto Briziarelli
consulente scientifico dell' "Osservatorio provinciale di Terni sull'ambiente"
e membro del Direttivo di Legambiente Umbria 

Pubblicato il24 gennaio 2013