Orte-Mestre: in dirittura d'arrivo?


di Simone Cumbo* pubblicato su "l'Altrapagina" di settembre 2014

Acque agitate per l'autostrada Orte-Mestre che le recenti modifiche del decreto «Sblocca Italia» che ha depennato nella sua stesura finale diversi interventi inizialmente previsti, hanno inserito fra le Grandi Opere da finanziare e sostenere.

Un Opera decisamente faraonica (10 miliardi 400 milioni) cui la Corte dei Conti ha recentemente rivolto alcuni rilievi di natura «tecnica e procedurale».

I tecnici contabili hanno infatti rilevato l’impossibilità, stante la normativa attuale, di utilizzare gli 1,8 miliardi di euro di defiscalizzazioni previste nel Piano Finanziario della Orte-Mestre. Inoltre, nel medesimo Piano Finanziario, secondo la Corte dei Conti, si fa riferimento all’utilizzo indebito di un surplus aggiuntivo di remunerazione del capitale investito da parte dei privati. Tanto basta per bloccare la Delibera CIPE di approvazione del progetto preliminare e quindi anche la gara per la progettazione definitiva e l’assegnazione di appalti e concessione. I tempi dunque, si allungheranno per un Opera che se mai vedrà la luce, sarà certamente non nei prossimi anni.

Ma preoccupano varie aspetti di questa Opera: prima di tutto la disinvoltura con la quale il CIPE ha varato la delibera senza che ci fossero i presupposti necessari, la dimostrazione di come la “politica”, non si curi di quanto stia emergendo dalle inchieste su MOSE e su EXPO, con il suo intreccio di tangenti e pressioni attui a forzare perfino le normative nazionali pur di agevolare i “grandi affari”. Grandi affari che vedranno protagonisti, come ha documentato nei numeri scorsi l'altrapagina, vecchi «marpioni» della politica italiana quali Vito Bonsignore, finanziere-costruttore-politico che per primo ha presentato un progetto assicurandosi il diritto di prelazione al momento della gara europea. Già fondatore dell’Udc, Bonsignore è stato condannato in via definitiva a 2 anni per corruzione e turbativa d'asta. Ora è eurodeputato eletto con il PDL e passato al Nuovo Centro Destra, stesso partito di Maurizio Lupi, Ministro alle Infrastrutture e principale sponsor dell'Opera...

Va inoltre ricordato che la stessa Corte dei Conti, dopo aver denunciato pubblicamente i rischi legati al Project Financing, abbia svolto una limitata analisi «tecnica» e procedurale della documentazione, senza però mettere in rilievo il vero problema e cioè l’insostenibilità dell’intero Piano Finanziario.

Infatti i flussi di traffico previsti dagli stessi proponenti- secondo i calcoli del circolo Legambiente «Riviera del brenta"- sono talmente bassi che le tariffe necessarie sarebbero le più care in Europa. Ed è chiaro che più care saranno le tariffe e più i veicoli si riverseranno sull’attuale Romea rendendo impossibile il rientro del capitale investito, non risolvendo gli attuali problemi di pericolosità della strada e facendo pagare alla collettività il mancato profitto. Come va ricordato il pedaggio che anche i residenti nei comuni attraversati dall'autostrada, dovranno pagare...

Per non parlare delle devastazioni ambientali di un Opera che cambierà la fisionomia della nostra vallata; con la beffa che accanto ad un inutile Piastra Logistica, costruita lontano dalla Ferrovia, questa autostrada, se mai verrà realizzata, aggiungerà inutili colate di cemento in un territorio che di tutto ha bisogno tranne che di ulteriore consumo di suolo!

Alla faccia del «nuovo modello di sviluppo ecosostenibile» oramai decantato da tutti, anche da chi sostiene, con forza o con un religioso silenzio, questa Opera, che ne è l'evidente antitesi...

 

*Simone Cumbo è presidente del Circolo Legambiente Alta Valle del Tevere

Pubblicato il16 settembre 2014