Umbria protagonista a Comuni Ricicloni di Legambiente


In Occasione del premio nazionale a Roma, Legambiente premia anche le buone pratiche sviluppate in Umbria

 

In Italia sono sempre più numerosi i Comuni rifiuti free, cioè quei Comuni dove la raccolta differenziata funziona correttamente, ma soprattutto dove ogni cittadino produce, al massimo, 75 chili di secco residuo all’anno, ovvero di rifiuti indifferenziati avviati a smaltimento. Erano 486 lo scorso anno, sono 505 nel 2018, per un totale 3.463.849 cittadini, circa 200.000 in più rispetto al 2017. E tra questi ci sono anche alcuni comuni umbri.

In particolare il sub ambito 4 dell’Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI) ha ricevuto la menzione speciale “L’unione fa la differenza” per aver avviato una gestione integrata del servizio rifiuti nel luglio del 2014. Nel 2017 la raccolta differenziata è cresciuta ulteriormente attestandosi al 71,3% confermando punte dell’81,3% (Comune di Attigliano), 77% (Comuni di Montefranco e Porano), 76% (Comune di Castel Viscardo). In linea con le indicazioni regionali, l’AURI ha avviato un percorso per passare dal 2019 alla tariffazione puntuale, passaggio ritenuto obbligato per un aumento qualitativo della raccolta differenziata ed una più equa ripartizione dei costi del servizio.

Sono stati poi premiati i due comuni “rifiuti free”: Polino e Attigliano in quanto nel 2017 hanno ottenuto il minor quantitativo di rifiuto secco residuo (sotto i 73 kg/ab anno) e una raccolta del 73,6% e 80,3% rispettivamente. Anche il comune di Cerreto di Spoleto è stato premiato come eccellenza nella raccolta dei rifiuti elettronici RAEE.

Daniela Riganelli, membro della segreteria regionale di Legambiente e presente all’incontro nazionale sottolinea che <<la Regione Umbria è stata citata nel rapporto nazionale di Legambiente per essere un territorio in cui sta partendo un’economia circolare del rifiuto organico, in quanto ha preso forma un assetto normativo, impiantistico e gestionale che complessivamente sta andando nella direzione della chiusura del ciclo>>.  Ricordiamo infatti che l’organico è la frazione più problematica da intercettare, più dannosa se smaltita in discarica ma al contempo la più preziosa perché può essere recuperata e restituita alla terra sotto forma di compost (attraverso un processo di digestione aerobica) o per la produzione di biogas (digestione anaerobica).


Per andare in questa direzione, Legambiente Umbria ha collaborato con la Regione e con l’ARPA allo stimolo di buone pratiche. Tra queste, il superamento della raccolta stradale della frazione umida e soprattutto, la spinta ad eliminare il conferimento di pannolini all’interno dell’organico stesso come avveniva (e parzialmente continua ad avvenire, insieme all’utilizzo di sacchetti in plastica e non biodegradabili per il conferimento) in alcuni Comuni. Infine l’incoraggiamento verso una raccolta porta a porta efficace e di qualità nell’ottica di una futura tariffazione puntuale di cui beneficerebbero tutti, cittadini in primis.

Prossimo appuntamento a dicembre all'edizione regionale dell'EcoForum nella quale si esamineranno più nel dettaglio i Comuni Ricicloni Umbri e le aziende virtuose dell’economia circolare in Umbria.

Pubblicato il28 giugno 2018