Adic, Cittadinanzattiva e Legambiente su dichiarazioni di Fit CISL e della Uiltrasporti su gestione rifiuti.


Un modo vecchio di affrontare il problema  contro l’interesse comune e contro i lavoratori
Esponenti regionali della Fit CISL e della Uiltrasporti (che rappresentano i lavoratori dei trasporti dell'ambiente) a corollario di una polemica sindacale con la CGIL sul tema della azienda unica regionale hanno rilasciato nei giorni scorsi dichiarazioni alla stampa che riteniamo fuori dal tempo e dalla realtà: Bisognerebbe rivedere il sistema della raccolta differenziata, oggi troppo costoso per l’utenza e troppo oberante per gli addetti, chiamati a un maggior lavoro di manovalanza che determina l’incremento di lavoratori inidonei alla mansione, sono le parole di Cecchetti della Uil e di Giorgi della CISL che hanno dichiarato che  auspicano che si apra un tavolo di discussione, da noi più volte richiesto, per tentare di cambiare le attuali politiche di raccolta e smaltimento cercando di renderle più redditizie sul piano dei risultati, guardando anche a qualche amministrazione lungimirante al di fuori dell’Umbria, che ha già adottato nuovi sistemi con ottimi risultati, come Firenze” [dal sito http://www.umbriadomani.it].
 
“Ci riesce difficile persino commentare queste affermazioni – è il commento di Giuliano Mancinelli di ADIC, Danilo Bellavita di Cittadinanzattiva e Daniela Righelli di Legambiente - perché sappiamo bene che il modello Firenze, basato sul sistema delle isole interrate e della raccolta stradale, è assolutamente inefficace oltre che  inapplicabile nei nostri centri storici e che produce un materiale differenziato di pessima qualità che, inevitabilmente, richiede nuove discariche e nuovi inceneritori. Non ce lo stiamo inventando; lo dicono gli stessi gestori delle aziende Toscane dei rifiuti [www.utilitalia.it/dms/file/open/?dd4165e2-2fdd-49bf-8023-9f5d948efb33] che invece di adottare soluzioni già note e collaudate per superare un imbarazzante 51% di Raccolta Differenziata chiedono più discariche e autorizzazioni più facili”.
 
Secondo Cecchetti e Giorgi il Porta a Porta “produce troppe malattie, inidoneità al lavoro e assenteismo”. Ma come? Il mondo si sta interrogando sulla paura che la meccanizzazione e i robot sostituiscano le persone e qui si vuole che gli autocompattatori ritornino a sostituire i nuovi posti di lavoro per netturbini? Alle malattie e all’assenteismo devono pensare le procedure della sicurezza e gli organi disciplinari; non possono diventare alibi per ridurre la qualità del servizio.
La Raccolta Differenziata Porta a Porta è la strada segnata verso l’economia circolare ma è anche un’opportunità per il mestiere dell’operatore ecologico che torna ad essere l’interfaccia fra azienda e cittadino e assume il ruolo di sentinella ambientale e tutore del rispetto dei doveri civici. Oltre che una vera e propria opportunità di nuovi posti di lavoro.
I modelli del nord lo hanno confermato negli ultimi 20 anni; non c’è niente da scoprire. Solo imitare.
Mentre a Roma si stima che per far partire il Porta a Porta sarà necessario sbloccare le il turnover e assumere 400 nuovi netturbini [www.romait.it/articoli/25313/roma-l-azienda-ama-torna-ad-assumere-400-unita-per-la-differenziata] in Umbria si opta per il mantenimento dello status quo: chi il lavoro ce l’ha già deve essere più tutelato. La differenziata può attendere.
 
“Ci chiediamo – continuano Giuliano Mancinelli, Danilo Bellavita e Daniela Riganelli – se questa può essere una posizione accettabile per un sindacato. È possibile ancora nel 2018 pensare a soluzioni che vanno verso lo smaltimento e non il massimo riciclo?”.
 
“Ribadiamo con forza – concludono i rappresentanti di ADIC, Cittadinanzattiva e Legambiente, che solo la raccolta differenziata Porta a Porta è in grado di avere alte percentuali di raccolta differenziata e ridurre il rifiuto solido urbano, assicurare una raccolta di qualità verso in economia circolare (quello che si raccoglie separatamente si può anche riciclare), ridurre i costi perché le frazioni differenziate hanno un valore, attivare percorsi di tariffazione puntuale attivando il principio più sporchi più paghi e se sei virtuoso risparmi. Il sindacato si oppone a questo passaggio di civiltà descrivendolo, in modo miope, come un ritorno al passato [una volta tanto che il passato è anche progresso] contro l'interesse comune ma soprattutto contro la propria categoria, visto che la Raccolta Differenziata Porta a Porta darebbe più posti di lavoro e più valore sociale agli addetti. 
 

Osservatorio O.S.I.A.M.O*

*L'Osservatorio sui Servizi di Igiene Ambientale ed il Monitoraggio delle società Operative è costituito da ADIC Umbria, Cittadinanzattiva Umbria e Legambiente Umbria con l’obiettivo di monitorare la qualità effettiva dei servizi ambientali erogati dalle pubbliche amministrazioni e promuovere una partecipazione attiva al monitoraggio dei servizi pubblici in tema di rifiuti.

 
 
 
 
 
 

Pubblicato il11 luglio 2018