Alleva la speranza: partita la fase due della campagna di Legambiente ed Enel per sostenere il rilancio del centro Italia colpito dai terremoti 2016/2017


Arianna Veneri a Norcia la nuova allevatrice destinataria del crowdfunding in Umbria. Obiettivo: costruire una nuova stalla per far rivivere il sogno di un’azienda a servizio della comunità

Ora tocca ad Arianna Veneri, titolare dell’azienda “La Fattoria” a Norcia (Perugia). Dopo il successo del primo blocco di Alleva la speranza - la raccolta fondi promossa da Legambiente ed Enel sulla piattaforma PlanBee a sostegno di allevatori del centro Italia le cui aziende sono state colpite dai sismi del 2016 e del 2017 - è partita, infatti, da qualche settimana la seconda fase della campagna.

In Umbria, Alleva la speranza ha già fornito sostegno ad Alessia Brandimarte per avviare il suo progetto di agricampeggio a Norcia. 

 

Sostenere concretamente le imprese che decidono di restare nella aree colpite dal sisma è ancora più urgente dopo il forte monito del Papa che da Camerino ha richiamato la necessità di dare risposte immediate a chi da quasi tre anni attende il vero inizio della ricostruzione.

Arianna, che ha 23 anni e studia Scienze dell’educazione, con i fondi raccolti grazie a questo crowdfunding vorrebbe realizzare una stalla nuova per le sue pecore: un primo passo verso il progetto di ristrutturazione dell’agriturismo di famiglia e verso il suo sogno di agriasilo.

La sua azienda agricola comprende un allevamento di 80 pecore e 16 ettari di terreno a Norcia seminati a bieta e fieno per dare da mangiare al gregge e 75 ettari a Castelluccio di Norcia coltivati a prato naturale; coltiva inoltre lo zafferano insieme a un’associazione di produttori di Cascia. Prima del sisma “La Fattoria” era anche un agriturismo, oggi però la struttura è inagibile e due stalle sono crollate.

 

L’azienda è antichissima - racconta Arianna Veneri - dura almeno da 4 generazioni: dal mio trisavolo, di passaggio in passaggio, è arrivata fino a me. Il nostro agriturismo ‘La Fattoria’, costruito sulla vecchia stalla di mio nonno, invece è stato attivo dal 2007. Davamo da dormire e la prima colazione, cucinavamo tutto con i nostri prodotti. A parte il lavoro in azienda, ho deciso di studiare Scienze dell’educazione, per realizzare il sogno di aprire un agriasilo all'interno dell’agriturismo di famiglia. Si tratta di un sogno che unisce all'ospitalità per i turisti, che speriamo tornino come prima, un progetto per i bambini che vivono nel nostro territorio: un’attività che permetterà di dare sostegno alle famiglie che sono rimaste a vivere qui.

 

Alleva la Speranza durerà due anni e coinvolgerà venti tra allevatori e allevatrici nel Centro Italia del post terremoto. Su www.planbee.bz e www.legambiente.it

Pubblicato il18 giugno 2019