Cronaca trash dell’ultima emergenza rifiuti


La cronaca di questi giorni sulla gestione dei rifiuti in Umbria ha qualcosa di sconcertante e paradossale per un osservatore mediamente attento.

Le aziende, nella loro parte privata, continuano a farle il “bello e cattivo tempo”: hanno condizionato le strategie regionali e continuano a farlo sperimentando anche nuove future possibili alleanze, agitando ad arte aumenti di costi per i cittadini ed emergenze rifiuti.

Quella avvenuta in queste ultime ore per la discarica di Borgogiglione è in sostanza l'ennesimo rinvio alla sua messa in sicurezza, rimandando gli investimenti necessari che i gestori dovrebbero realizzare.

La raccolta differenziata spinta, porta a porta, la qualità dell’organico, l’economia circolare, per alcuni gestori diventano costose utopie da ambientalisti. Pur iniziando a fare qualcosa a Perugia e dintorni, i piani industriali competitivi, focalizzati su capacità operativa e investimenti impiantistici strategici, a garanzia della sicurezza e della salute dei cittadini e dell’ambiente, vengono ogni volta rinviati perché considerati fastidiosi costi da evitare. A dimostrazione che il core business di questi privati rimane ancora il trasporto dei rifiuti e la gestione delle discariche, grandi buchi neri a basso costo che si possono ampliare o riaprire all’occorrenza.

Fanno la voce grossa e hanno avuto sempre gioco facile a forzare la mano con sindaci, assessori (anche con quelli che rivendicano trascorsi ecologisti), presidenti, direttori e tecnici, vecchi e nuovi, che come pugili frastornati e storditi, continuano a prendersi reciprocamente a pugni, in una campagna elettorale perenne, perdendo di vista che a loro spetta prioritariamente il compito di rappresentare e tutelare gli interessi generali, presenti e futuri, dei cittadini e dell’ambiente, e quello di vigilare e pretendere l’adempimento degli impegni assunti, senza scorciatoie più o meno legali.

Come molte altre volte, per l’emergenza è stata trovata una soluzione. Ora si potrà continuare a vivacchiare fino al prossimo allarme rifiuti, probabilmente fino al prossimo anno o al massimo appena dopo le elezioni regionali, quando senza una decisa azione sulla raccolta differenziata e senza la necessaria riqualificazione impiantistica, ricomparirà l’esigenza, di nuovo urgente, di un altro ampliamento di discarica.

Pubblicato il09 gennaio 2019