Inquinamento da diossina a Vascigliano di Stroncone : Legambiente chiede un’informazione chiara e trasparente e garanzie per la salute dei cittadini e dei lavoratori


“La salute dei cittadini e dell'ambiente,in questa fase, vengono prima di tutto! E un’informazione, senza reticenze, chiara e comprensibile da tutti. – è ciò che ribadisce Legambiente -, che fin dal primo giorno segue insieme al comitato di cittadini il susseguirsi di notizie sull’inquinamento da diossina provocato dall’incendio dell’Ecorecuperia Vascigliano di Stroncone”.

 
Considerato che tra tutti i cittadini quelli principalmente esposti ai rischi da diossina sono le donne in stato di gravidanza e le neo mamme che allattano, e naturalmente come e più di loro i loro figli, chiediamo, come prima cosa un'immediata campagna sanitaria per accertare l'eventuale presenza, almeno nel sangue, di diossine ed altri inquinanti.
 
“Esigiamo, perché è nostro diritto, risposte alle domande che i cittadini si pongono - dichiara Maria Pia Piccio presidente del circolo locale di Legambiente- e che anche noi ci poniamo circa i rischi per la salute corsi nei giorni dell'incendio e su quelli presenti e futuri derivanti soprattutto dalla diossina che si è accumulata al suolo, nelle acque, sugli ortaggi,e sui prodotti agricoli e zootecnici e che attraverso il consumo passerebbe inevitabilmente agli esseri umani”.
 
A seguito delle analisi e dei controlli ad aria, terreno e ortaggi effettuato dall’ARPA tutto sembra sotto controllo e nei limiti di legge, tranne che in pochi casi in misura comunque non trascurabile, e quindi sono giustificate le ordinanze per vietare il consumo di alcuni alimenti nelle zone maggiormente a rischio. Occorre però vigilare sull’effettivo rispetto dei divieti ed avviare efficaci misure di controllo per impedire che questi alimenti vengano messi in vendita e che, cosa più importante considerata la natura delle diossine, non lo siano in futuro. Come è opportuno che si avvii un monitoraggio integrativo sugli altri prodotti agricoli e di origine animale che possono assorbire la diossina (oli, carni, parti grasse, latte, formaggi, uova).
 
Questi aspetti naturalmente tirano in ballo anche i danni subiti dalle attività economiche, a cominciare da quelle agricole, rispetto alle quali si rende necessario attivare le procedure del caso prevedendo misure di risarcimento e di sostegno.
“Chiediamo inoltre – continua Maria Pia Piccio - che il Sindaco istituire una unità di crisi che gestisca tutti i problemi di salute, sicurezza ed economica che si stanno delineando” e che a questo tavolo, o ad un parallelo tavolo di concertazione vengano chiamati a partecipare i cittadini, i loro comitati e associazioni.
 
Legambiente in questi giorni si sta attivando per garantire ai cittadini informazioni e chiarimenti circa i rischi causati dall’inquinamento, soprattuttoattraverso l’Ecosportello della Conca Ternanaed il suo blog http://ecosportello.blogspot.com dove sono riportati, tra le altre informazioni ed opinioni tutti gli aggiornamenti dei dati forniti dall’ARPA.
 
“È necessario prevenire ed impedire che eventi del genere si ripetano – ribadisce Alessandra Paciotto Presidente di Legambiente Umbria - occorrono le massime garanzie per la tutela dei lavoratori e cittadini dai rischi connessi alle attività nelle zone industriali, soprattutto se consideriamo che nella conca ternana c’è un’alta concentrazione di attività industriali, di cui alcune anche sottoposte alla direttiva Seveso”.
 
“A questo punto probabilmente – conclude la Paciotto – è urgente anche analizzare e mettere indiscussione come è stato concepito e realizzato il polo industriale e come si intende ripensarlo e riproggettarlo in futuro per tutelare, meglio di quanto fatto finora, salute ed incolumità dei cittadini e le altre attività economiche compresenti e talvolta largamente pre esistenti”.
 
Ulteriori informazioni su http://legambienteterni.blogspot.com,

Pubblicato il21 luglio 2009