Legambiente su arresto e indagati #Gesenu : non è una notizia inattesa.


Regione Umbria e Comuni devono voltare pagina fare chiarezza e mettere mano alle tante storture, e ridefinire un sistema di gestione dei rifiuti
A distanza di due settimane dalla revoca per Gesenu dell'interdittiva antimafia, l'Umbria si è risvegliata con la maxi operazione "Spazzatura d'oro connection", con un arresto e quattordici indagati per gestione illecita di rifiuti, smaltimento illecito, inquinamento ambientale, associazione a delinquere, truffa ai danni dello stato, dei comuni e dei cittadini e il sequestro della discarica di Borgogiglione.

“Purtroppo non è una notizia inattesa - commenta Antonio Pergolizi Coordinatore Ambiente e Legalità di Legambiente - è il risultato di un contesto in cui per anni l'assenza di una politica capace di governare il sistema dei rifiuti, ha fatto sì che la gestione degli interessi privati abbia prevalso su quelli collettivi. E' evidente l'importanza della norma sugli ecoreati visto che viene contestato anche il reato di disastro ambientale."
 
“Attendiamo la conclusione delle indagini e riponiamo piena fiducia nella magistratura, ma speriamo che questa vicenda - conclude Maurizio Zara, vicepresidente Legambiente Umbria - serva a svegliare l’Umbria dal torpore, occorre voltare pagina celermente, Regione e Comuni devono fare chiarezza e mettere mano alle tante storture e ridefinire un sistema di gestione dei rifiuti capace sì di creare economia, ma virtuosa, legale e che riporti al centro l’interesse prioritario dei cittadini e dell’ambiente"
 

Pubblicato il30 novembre 2016