Legambiente su raccolta differenziata a Perugia


Bene la tariffa puntuale, ma è sbagliato riportare i cassonetti al centro storico e sprecare soldi per quelli a scomparsa. Legambiente chiede di estendere il porta a porta spinto a tutta la città.

L'Assessore e Vicesindaco Urbano Barelli annuncia l'arrivo di due cassonetti a scomparsa per la raccolta differenziata nel Centro storico di Perugia insieme al ritorno dei cassonetti stradali, anche se questa volta i rifiuti potranno essere conferiti con la sola tessera magnetica. L’iniziativa è stata definita necessaria per il decoro e l'igiene della città e utile perché consente di effettuare il primo passo verso l’adozione della cosiddetta tariffa puntuale. Una proposta che però lascia molto perplessa Legambiente Umbria per la sua scarsa efficacia dimostrata e i costi alti.

 

“Perché buttare soldi per realizzare due costosi cassonetti interrati – si chiede Legambiente Umbria – Il comune ha valutato attentamente quanto costeranno di gestione e manutenzione i cassonetti a scomparsa? In un caso analogo, un paio di anni fa, a Reggio Emilia per servire 400 persone il costo era stato calcolato in 205.000 euro, dei quali 145.000 per l’attrezzatura ed altri 50-60 mila per la raccolta e manutenzione. E se è vero che i cassonetti a scomparsa possono raccogliere 50 volte il volume di immondizie dei cassonetti standard, a noi sembra antieducativo e incivile far passare il concetto che la città è decorosa se nascondiamo i rifiuti sotto terra.”

 

“La tariffa puntuale va realizzata, ma per tutta la città e non solo per il centro storico. Giusto infatti che tutti i cittadini paghino realmente per quanto rifiuto producono, ed è corretto puntare sul riuso, il riciclo, la formazione e l’informazione, senza dimenticare la riduzione promuovendo stili di vita sostenibili – continua l'associazione ambientalista – ed allora perché non utilizzare tutti questi soldi per migliorare il porta a porta spinto rendendolo più efficace nel centro storico, magari utilizzando i mastelli al posto dei sacchi, ed estendendolo a tutta la città, a cominciare dall'organico che in molte zone è ancora stradale. Anche perché, sarà ben difficile controllare la qualità del rifiuto interrato ed evitare il fenomeno della migrazione dal centro, dove verrà monitorato lo svuotamento, all'adiacente periferia che ha appunto il cassonetto dell'organico stradale, già oggi ricettacolo di tutto”.

 

“Speriamo di avere la possibilità di quel confronto già sollecitato all'Assessore – conclude Legambiente Umbria - perché queste novità annunciate lasciano ancora molte domande aperte sul dove e come e il timore di vedere un peggioramento nella qualità e nella quantità dei rifiuti intercettati a Perugia”.

Pubblicato il21 ottobre 2014