Legambiente Umbria ammessa come parte civile nel procedimento penale a carico delle ditte Generale Prefabbricati, Simi srl, Edil Beton Perugia Spa e SICEP Srl per danno ambientale conseguente a smaltimento e gestione illecita rifiuti


Estrema soddisfazione di Legambiente Umbria per il suo riconoscimento come parte civile nell’ambito del procedimento penale a carico dei legali rappresentanti delle ditte Generale Prefabbricati, Simi srl, Edil Beton Perugia spa e SICEP Srl per danno ambientale conseguente a smaltimento e gestione illecita rifiuti.
 
Le indagini, condotte dai carabinieri del NOE, hanno accertato che le ditte facenti capo alla famiglia Pecetti, nel corso delle loro attività hanno gestito abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali (fanghi di lavaggio degli inerti, cemento, plastica, pneumatici fuori uso, rifiuti provenienti dall’attività di demolizione delle costruzioni) provenienti dalle aziende consociate e smaltiti illecitamente, mediante deposito incontrollato e attraverso scarichi nel fosso vicino. In particolare la ditta Edil Beton Perugia Spa ha scaricato abusivamente nella pubblica fognatura e riversato acque reflue industriali nel Torrente Caina.
 
“Abbiamo chiesto di poter intervenire nel procedimento – dichiara l’Avv. Emma Contarini, responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Umbria – perché crediamo che i responsabili delle ditte avevano il dovere di gestire e smaltire i rifiuti prodotti nel rispetto della legge, invece hanno causato un grave danno ambientale, compromettendo anche gli interessi della collettività, che speriamo siano obbligati a bonificare e a risarcire.”.
“Questo riconoscimento da parte del giudice Dott.ssa Cristiani del Tribunale di Perugia, sezione distaccata di Assisi – continua l’Avv. Contarini – premia l’importante lavoro che Legambiente Umbria svolge da anni, anche con il suo nucleo delle Guardie Ecologiche volontarie, controllando e monitorando il territorio e segnalando agli organi di controllo eventuali abusi ambientali”.
 
“Sono sempre più frequenti anche in Umbria i reati ambientali – conclude Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria - soprattutto per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti e il ciclo del cemento ed è evidente come molte aziende continuano a violare la normativa ambientale per risparmiare sui costi a discapito dell’ambiente, del territorio e della salute dei cittadini. Occorre il massimo impegno da parte delle istituzioni per prevenire questa diffusa disonestà e accertare gli illeciti garantendo che chi ha furbamente inquinato sia chiamato a risarcire i danni arrecati”.

Pubblicato il03 giugno 2010