Spoleto: iniziano i lavori per la realizzazione del primo termovalorizzatore italiano alimentato a pollina


A Spoleto, nel silenzio generale iniziano i lavori per la realizzazione del primo termovalorizzatore italiano alimentato a pollina.

 
 
“Possiamo dire che la frittata è fatta – è il commento di Legambiente Spoleto quando ha appreso che i lavori per la realizzazione del primo termovalorizzatore italiano alimentato a pollina sono stati avviati – l’atteggiamento dell’assessore Campana e del Sindaco dimostrano quanto questa amministrazione sia distante dai concetti di vera democrazia e partecipazione. Ci avevano assicurato la massima informazione e partecipazione di tutti i cittadini, ora invece i lavori e tutto nel più assoluto silenzio”.
 
Sono anni che a Spoleto si discute su come dovevano essere risolti i problemi legati alla gestione dei reflui zootecnici della Ditta Novelli, nel pieno ripetto della direttiva Nitrati e garantendo per i cittadini di Uncinano, San Martino Intrignano, San Severo, Roselli, una vita meno oppressa dalla puzza e dagli insetti.
 
La ditta Novelli circa un anno fa, accantonando il progetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio – tra l'altro autorizzato – ha presentato il progetto per la realizzazione di un termovalorizzatore alimentato a pollina. Già nel mese di aprile Legambiente Spoleto aveva espresso numerose perplessità scrivendo al Comune di Spoleto e alla Provincia di Perugia chiedendo ripetutamente, anche per vie brevi, di presentare pubblicamente il progetto coinvolgendo le comunità locali, le associazioni e cittadini.
 
Ma nel mese di maggio, senza nessuna partecipazione preventiva, la Provincia di Perugia ha approvato il progetto. Solo successivamente l’amministrazione comunale ha invitato i rappresentati della associazioni ambientaliste e alcuni comitati ad un incontro tecnico propedeutico – concetto ripetuto più volte nel corso della riunione – ad un incontro pubblico con tutti i cittadini.
 
“La situazione di questo primo incontro propedeutico era già paradossale – ricorda Legambiente Spoleto – ci trovavamo a discutere di un progetto approvato con posizioni molto lontane tra loro, e non potevamo far altro che denunciare la mancanza di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini ad una decisione così importante per la città”.
 
“L’incenerimento è sicuramente il sistema più economico per trattare la pollina – sono le amare conclusioni di Legambiente Spoleto - e pare che non importi a nessuno, tantomeno all'amministrazione, se si perde l’azoto ed il fosforo in essa contenuto con grave danno all'ambiente e all’economia e se ci sono sistemi più sicuri per smaltire la pollina, collaudati e rispettosi della salute e dell’ambiente”

Pubblicato il22 ottobre 2010