Chi siamo


..... molto di quello che Legambiente ha fatto negli ultimi quattro anni qui in Umbria può essere letto, in fin dei conti, come un tentativo di trovare un nuovo punto di equilibrio associativo tra il nostro essere figli tanto dell’ambientalismo politico quanto dell’ambientalismo scientifico.

E cioè avere sempre più presente che la sostenibilità deve essere allo stesso tempo ecologica, economica e sociale.

Detto in maniera ancora più esplicita, crediamo di aver imparato che non può esserci una maggiore tutela dell’ambiente senza una maggiore giustizia sociale.

Essere protagonisti dei movimenti che si battono, localmente e globalmente, per una maggiore equità economica e sociale, che si battono per tutti i diritti per tutti, a cominciare da democrazia e pace, è oggi, forse il modo migliore per essere ambientalisti.

Tenere assieme diritti ecologico-ambientali, diritti economico-sociali e tutti gli altri diritti è la strada che dobbiamo percorrere anche noi possibilmente continuando a costruire alleanze, coalizioni le più larghe possibili e ricche per diversità di punti d’osservazione ed idee di società e di mondo.

Quella della contaminazione di punti di vista diversi all’interno di grandi alleanze deve diventare da prassi politica occasionale, il nostro metodo principale di azione politica, che vuol dire cominciare col rafforzare la nostra presenza ed il nostro protagonismo all’interno delle reti di reti come la Tavola della Pace, Libera, il Forum del Terzo Settore, ecc.

Ci sia concesso, in finale, un piccolo atto di orgoglio associativo.

C’è una bella pagina di Federico Caffè, che sembra descrivere bene lo spirito e l'atteggiamento con cui abbiamo tentato di interpretare al meglio il nostro ruolo di ambientalisti in questa regione che è poi lo spirito con cui Legambiente pensa ed agisce ovunque.

Siamo stati, o almeno abbiamo tentato di essere, quella specie di ambientalisti che tappano buchi e puntellato i guasti delle politiche ambientali, ritrovandoci spesso a ritessere una tela che altri sistematicamente distruggevano. Abbiamo cercato di capire il mondo reale in cui ci muovevamo, i suoi contorni politici, economici, sociali ed ecologici.

Abbiamo osservato, proposto e contro proposto, sollecitato miglioramenti da realizzare qui ed ora.

Abbiamo preferito il poco al tutto, soprattutto al tutto e subito.

Abbiamo preferito il gradualismo delle trasformazioni a una trasformazione radicale del sistema, che puntualmente non arriva mai, abbiamo preferito il realizzabile, ai grandi proclami che annunciano un mondo radicalmente diverso e perfetto.

Ma quel mondo diverso possibile, necessario e desiderabile è il nostro orizzonte.

Ma perché quell'orizzonte apparentemente utopico diventi concreto, occorre mettere in opera tutte quelle iniziative, quei progetti, grandi e piccoli, che insieme alla visione ampia contengono un tono di concretezza.

Iniziative e progetti capaci magari di piccoli risultati, che però sviluppano l'idea che l'utopia è praticabile da subito e serve a migliorare la vita quotidiana, senza però mai smettere di misurarsi con temi di portata smisurata, come la sopravvivenza del pianeta, l'uguaglianza e l'estinzione della povertà, la coscienza di un'unica cittadinanza terrestre.

Estratto dal Documento Congressuale del VIII Congresso di Legambiente Umbria che si è tenuto a Terni il 6 novembre 2011.