Spoleto “città aperta all'uomo” si apre al traffico delle automobili


Legambiente scrive al Ministero dell'Ambiente e chiede di verificare la compatibilità tra il progetto e le azioni adottate dal Comune.

"Non c'è in Umbria una zona a traffico limitato così ballerina come quella di Spoleto - è il commento di Simonetta Bandini, presidente del Circolo Legambiente di Spoleto - Cambiano i Sindaci, passano gli anni, ma puntualmente dopo brevi periodi di interdizione al traffico del Centro Storico seguono rapide riaperture. Le strade passano da isole pedonali a parcheggi a pagamento. Ormai abbiamo perso il conto".

Legambiente Spoleto che aveva recentemente invitato l'amministrazione ad avere più coraggio ed a creare una vera e propria e "definitiva" isola pedonale ha accolto negativamente, così come tantissimi cittadini, l'ennesima riapertura del Centro Storico al traffico.

Il progetto "Spoleto città aperta all'Uomo" è costato fino ad ora circa 60 milioni di euro e prevede parcheggi e percorsi meccanizzati che dovrebbero limitare l'afflusso di auto al centro della città che invece continua ad essere invaso da automobili, inquinato da gas di scarico, assolutamente non vivibile per il pedone e del tutto disincentivante per il turista.

E' per questo che l'Associazione ha preso la decisione di scrivere al Ministero dell'Ambiente che ha finanziato l'opera con ben 20 milioni di euro chiedendogli di intervenire nella vicenda chiedendo se le recenti azioni dell'Amministrazione Comunale di Spoleto sono compatibili con gli obiettivi di mobilità sostenibile per i quali il Ministero è intervenuto o al contrario, li contraddicono. Cosa significa una corretta gestione delle risorse pubbliche se non finalizzare le risorse a degli obiettivi?

"Recentemente si è parlato addirittura di chiusura, anche parziale, delle scale mobili e a quanto ci risulta non è stato ancora accantonato l'inutile progetto del Ponte sul Tessino che costerà altri € 250.000 - continua la presidente dell'associazione ambientalista.

Il progetto considerato da Legambiente, sin dal principio, sovradimensionato, non può essere comunque disatteso. Occorre essere determinati nella chiusura del traffico del centro storico, incrementare il trasporto pubblico, prevedere una diversa individuazione delle zone blu, individuare ampie aree a parcheggio gratuito. Sono molti gli studi, e non solo Legambiente, che evidenziano come la creazione di zone pedonali favorisce anche le attività commerciali.

"Lo spopolamento del centro storico per altro analogo ad altre città non si risolve facendo circolare e parcheggiare le auto ma , ad esempio, predisponendo un Piano del commercio adeguato e non che consenta il proliferare di centri commerciali nelle periferie come quello che è stato predisposto, limitando nuovi insedianti abitativi nella periferia e nelle frazioni, regolamentando gli affitti, prevedendo anche agevolazioni per giovani coppie."

 

Spoleto, 25 gennaio 2011

Pubblicato il25 gennaio 2011