Negli ultimi 10 anni in Umbria si sono consumati 40.000 ettari di territorio con la costruzione di nuove infrastrutture viarie, villette e capannoni, nuovi centri commerciali. Una superficie grande quasi quanto quella di tutto il comune di Spoleto. E in una regione piccola con una superficie di 8.456 Km2 di cui circa il 30% sono aree montane quello del consumo di suolo è un dato che dovrebbe allarmare.
In Umbria il comparto edile è considerato strategico per l'economia regionale, come quello delle attività estrattive. In un recente convegno promosso da alcuni sindacati e associazioni del settore sono emersi segnali positivi: la necessità di promuovere un nuovo modello di edilizia basato su restauro, recupero e messa in sicurezza del territorio, che rappresenti il volano per la ripresa economica umbra. Per poi riaffermare l'urgenza che ripartano le grandi opere infrastrutturali.
Sono le contraddizioni di questa regione con un territorio e un paesaggio che sono un patrimonio culturale e sociale creato nei secoli dal collettivo contributo dei suoi abitanti, ma che rischia di essere disperso e depauperato da pianificazioni urbanistiche irrazionali.
Si svuotano i centri storici, appare sempre più evidente il degrado ambientale delle zone collinari adiacenti ai centri urbani, dove si continuano a costruire ampie zone residenziali alterando gli habitat naturali e il paesaggio tipico. Nel corso degli anni poi si sono lasciate coesistere aree industriali e residenziali o aree industriali e agricole con quello che comporta per il rischio per la salute e la sicurezza dei cittadini.
A questo si aggiungono le infrastrutture viarie, le bretelle e le circonvallazioni necessarie per decongestionare le nuove aree urbanizzate e le più grandi arterie stradali in corso di realizzazione o progettazione come il Nodo di Perugia, la Quadrilatero e la trasformazione della E45 in autostrada.
Sono circa 150 le cave attive in Umbria, che assicurano un'entrata nelle casse degli enti di 275.000 euro, canoni ridicoli in confronto al volume di affari del settore che ammonta a circa 13.000.000 di euro.